Statua giacente su un piano, 1942-1944

Mario Sironi (Sassari 1885 - Milano 1961)
Statua giacente su un piano
tempera su carta intelata
1942-1944
cm 68,5 x 96

Mario Sironi è noto per essere stato uno degli iniziatori del movimento artistico del Novecento a Milano. Oltre alla pittura, Sironi si distingue anche come scultore, architetto, illustratore, scenografo e grafico.

La sua formazione artistica inizia a Roma, dove risiederà fino al 1919. Dopo la morte prematura del padre, Sironi compie gli studi tecnici e si dedica al disegno. Nel 1902 si iscrive alla facoltà di ingegneria, ma abbandona ben presto gli studi anche a causa di una crisi depressiva, manifestazione di un disagio esistenziale che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Scelse quindi di dedicarsi all’arte e si iscrive alla Scuola Libera del Nudo dove conosce Umberto Boccioni, Gino Severini e Giacomo Balla, con i quali instaura un duraturo sodalizio.

Preso dalla letteratura di Nietzsche e Schopenhauer e sulle note di Wagner, ruota in un ambiente romano nutrito di idealismo sociale attraversando diverse fasi artistiche: dal secessionismo degli anni giovanili al divisionismo dei primi del Novecento; dal futurismo anteguerra, influenzato da amici e colleghi come Boccioni e Severini, all'espressionismo tedesco conosciuto durante i suoi viaggi in Germania (1908, 1910-1911).

Durante gli anni venti, si afferma come pittore di rilievo, partecipando a mostre e ottenendo riconoscimenti sia a livello nazionale sia internazionale. Il suo stile evolve verso un realismo monumentale, sviluppando un espressionismo materico molto suggestivo, con opere che ritraggono paesaggi urbani e figure umane in una forte sintesi formale. Si trasferisce definitivamente a Milano, dove nel 1920 redige il Manifesto contro tutti i ritorni in pittura, fulcro teorico del suo personale "ritorno all'ordine" attraverso anche le conquiste formali futuriste.

Negli anni trenta, si dedica alla realizzazione di opere monumentali (affreschi, mosaici, allestimenti architettonici) e all’attività pubblica in qualità di illustratore di testate giornalistiche e di direttore artistico di grandi manifestazioni dell'epoca.

Negli anni della guerra recupera alcuni formalismi del suo periodo metafisico, interpretati però con una pittura più materica, per risolversi negli anni quaranta e cinquanta in un espressionismo tangente a certe flessioni dell'informale. Caratteristiche che si ritrovano nell'opera Statua giacente su un piano.

Il soggetto rappresenta una statua antica, femminile, riversa su un piano. Ciò riflette la poetica sironiana dell'antichità come ideale da cogliere nella sua arcaica moralità, che riunisce la purezza dei greci, la stilizzazione dei bizantini, la monumentalità dei romani e la spiritualità del mondo romanico e gotico. L’opera va datata tra il 1942 e il 1944, quando l'artista recupera alcuni temi e motivi del suo periodo metafisico. Gli spazi contratti, descritti con una nettezza che conferisce alle ombre la consistenza di un muro, e le superfici spatolate e uniformi segnate dal contorno datano il dipinto alla fine della Seconda guerra mondiale. Anche la statua caduta può avere un significato, nel momento in cui Sironi vede sbriciolarsi il mondo nel quale aveva creduto: un sogno di una classicità atterrata come i suoi ideali ormai irrealizzabili di una grande pittura monumentale e sociale.

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