L’Archivio Storico Generali si rinnova a palazzo Berlam

12 ottobre 2021

Archivio Storico Generali

La  nuova sede dell’Archivio Storico Generali trova spazio nel pittoresco palazzo Berlam, dopo i recenti interventi di ristrutturazione a cura dell’architetto Mario Bellini, che hanno interessato l’intero corpo dell’edificio, sia gli interni che l’esterno, con particolare attenzione al recupero dei dettagli architettonici originali.

Nell’iconico palazzo conosciuto come “Grattacielo rosso” per l’ordito della facciata in mattoni rossi, sito in uno dei luoghi più caratteristici della Trieste di ieri e di oggi, le Rive, tra due sedi storiche molto significative per la storia di Generali, palazzo Carciotti (dove Generali fu fondata il 26 dicembre 1831, e palazzo Geiringer, sede direzionale dal 1886) l’Archivio mette a disposizione di storici, ricercatori, e di tutte le persone interessate, nuovi ambienti che celebrano il mondo della Compagnia.

Uno spazio fisico dove lo sguardo dello spettatore si perde in un affascinante viaggio immersivo nella storia di Generali, grazie ai nuovi allestimenti dell’Archivio su disegno dello studio Gabriele Pitacco affiancato da un ampio team di esperti creativi. Un percorso costellato di immagini, parole, colori e storie. Un’esperienza unica che coniuga architettura, tecnologia e narrazione, e che permette ai visitatori di immergersi nel racconto, nella Storia, nelle vite di Generali. Un patrimonio unico di conoscenze, esperienze e iniziative di business, di cui l’Archivio Storico è custode, che ha sempre permesso al Gruppo Generali di affrontare efficacemente le sfide di oggi e di orientare il futuro delle comunità in cui opera, sia come assicuratore sia come innovatore sociale.

E’ significativo che palazzo Berlam sia anche stato scelto come sede di Generali Group Academy, centro internazionale di formazione di Gruppo: una scuola di eccellenza, creata appositamente per sviluppare competenze manageriali, scambiare esperienze e condividere la cultura aziendale, e insieme rappresentare la valenza del Gruppo che affonda le sue radici in una solida storia, oggi fruibile nell’Archivio Storico.

L’Archivio, inteso come memoria capace di generare progresso e innovazione, e riconosciuto bene culturale dallo Stato italiano per il suo rilievo «sul piano internazionale […] e nello sviluppo economico della città», è tra i più grandi archivi assicurativi e conserva organicamente la documentazione prodotta dalla Direzione Centrale di Trieste dalla fondazione.

Il percorso si snoda attraverso un racconto legato ai valori di innovazione, capacità di reagire alle sfide, connessione, internazionalità e responsabilità d’impresa, che da sempre fanno parte del DNA del Gruppo Generali. Nasce così il progetto “Storie particolari di vite Generali” per fornire una chiave di lettura più accessibile alla complessa storia degli ultimi 190 anni di vita aziendale, con l’obiettivo di raccontare un vissuto di quasi due secoli dal punto di vista delle persone e dell’impatto che la Compagnia ha avuto sulle loro (maggiori informazioni qui) vite. Una storia corale che vede coinvolti diversi paesi, culture, lingue, comunità e popoli così come cosmopolita e aperta è l’impronta genetica nella quale si è plasmata la storia di Generali fin dalla sua fondazione, che non a caso avvenne a Trieste, all’epoca porto franco dell’Impero austriaco, luogo di scambio di culture e contaminazioni, di fermenti, sperimentazione e innovazione.

«Trieste sono le Generali e Generali è Trieste» ha affermato il presidente di Generali Gabriele Galateri di Genola, sottolineando che «La trasformazione e il recupero di palazzo Berlam è un caso significativo di intervento su un edificio icona della città, amato e riconosciuto dai cittadini. Da un legame profondo con la propria storia il Gruppo si ritrova oggi nella scelta di questo meraviglioso edificio quale sede internazionale di formazione». L’edificio, progettato dall’architetto triestino Arduino Berlam tra il 1926-1928 e nel 1932 acquisito da Generali, concepito guardando ai «nuovi grattacieli di New York in mattoni rossi» e traendo ispirazione dalle avanguardie artistiche come la Wiener Secession e l’espressionismo nordico, rappresenta uno dei migliori esempi di architettura modernista del capoluogo giuliano del XX secolo, ora anche sede dell’Archivio.

L’Archivio, inteso come memoria capace di generare progresso e innovazione, e riconosciuto bene culturale dallo Stato italiano per il suo rilievo «sul piano internazionale […] e nello sviluppo economico della città», è tra i più grandi archivi assicurativi e conserva organicamente la documentazione prodotta dalla Direzione Centrale di Trieste dalla fondazione.

Il percorso si snoda attraverso un racconto legato ai valori di innovazione, capacità di reagire alle sfide, connessione, internazionalità e responsabilità d’impresa, che da sempre fanno parte del DNA del Gruppo Generali. Nasce così il progetto “Storie particolari di vite Generali” per fornire una chiave di lettura più accessibile alla complessa storia degli ultimi 190 anni di vita aziendale, con l’obiettivo di raccontare un vissuto di quasi due secoli dal punto di vista delle persone e dell’impatto che la Compagnia ha avuto sulle loro (maggiori informazioni qui) vite. Una storia corale che vede coinvolti diversi paesi, culture, lingue, comunità e popoli così come cosmopolita e aperta è l’impronta genetica nella quale si è plasmata la storia di Generali fin dalla sua fondazione, che non a caso avvenne a Trieste, all’epoca porto franco dell’Impero austriaco, luogo di scambio di culture e contaminazioni, di fermenti, sperimentazione e innovazione.

«Trieste sono le Generali e Generali è Trieste» ha affermato il presidente di Generali Gabriele Galateri di Genola, sottolineando che «La trasformazione e il recupero di palazzo Berlam è un caso significativo di intervento su un edificio icona della città, amato e riconosciuto dai cittadini. Da un legame profondo con la propria storia il Gruppo si ritrova oggi nella scelta di questo meraviglioso edificio quale sede internazionale di formazione». L’edificio, progettato dall’architetto triestino Arduino Berlam tra il 1926-1928 e nel 1932 acquisito da Generali, concepito guardando ai «nuovi grattacieli di New York in mattoni rossi» e traendo ispirazione dalle avanguardie artistiche come la Wiener Secession e l’espressionismo nordico, rappresenta uno dei migliori esempi di architettura modernista del capoluogo giuliano del XX secolo, ora anche sede dell’Archivio.

L’Archivio Storico di Generali, affidato a uno staff di archivisti specializzati, rende accessibili i documenti attraverso oltre 65 mila schede ricercabili elettronicamente, circa 3 mila riproduzioni digitali di bilanci, verbali, statuti e libri contabili in parte consultabili anche on-line e altrettante fotografie sciolte, album fotografici e materiale a stampa d’epoca. L’Archivio organizza su prenotazione visite guidate nel rispetto delle vigenti norme anti-Covid 19 per scolaresche o semplici cultori su appuntamento scrivendo a archiviostoricogenerali@generali.com.

Crediti allestimento Archivio Storico: Accurat, Acrobatik, Artgroup, Azimut sas, Matteo Caccia, Comunicarte, Falegnameria Burelli, Fluido.it digital experiences, gpa / Gabriele Pitacco Architetto, Nicole Leghissa.