Fondo Acquisizioni aree per conto della Gestione INA-Casa
La gestione Ina-Casa, nota anche come Piano Fanfani, pur essendo stata costituita nel 1949 presso l’Istituto nazionale delle assicurazioni, è stata un ente autonomo con propri organi sociali: il Comitato di attuazione ed il Consiglio direttivo. Una delle caratteristiche fondamentali della Gestione Ina-Casa era il concetto del decentramento, cioè la possibilità di affidare a strutture pubbliche già esistenti funzioni e servizi con l’evidente scopo del risparmio di tempo e di risorse; per questo e per la contingenza dei due enti, l’Ina ha fornito, in base a specifiche convenzioni, particolari servizi alla Gestione Ina-Casa fra cui quello (non esclusivo) riguardante l’acquisizione di aree per la costruzione di case per lavoratori. Questo servizio è stato effettuato dall’Ina, dopo la soppressione della Gestione Ina-Casa nel 1963, anche per il successivo piano decennale Gestione case per lavoratori (Gescal), 1963-1973.
Incaricata del perfezionamento delle pratiche di acquisto delle aree era la struttura periferica di controllo dell’Istituto, i centri ispettivi (la cui funzione principale era il controllo ed il supporto dell’organizzazione periferica produttiva dell’Ina, le agenzie generali). La produzione documentale di questa attività collaterale relativa ai centri ispettivi del Lazio e della Campania è stata recuperata nel 2017, nel contesto di una verifica dei propri depositi, dall’Archivio Storico INA Assitalia.
Viene ora reso disponibile sul sito l’inventario digitale delle carte che consente di reperire informazioni di massima sulle aree acquistate; pur trattandosi di pratiche pre-cantiere, sono utili sia per identificare un edificio Ina-Casa (cosa non del tutto scontata) sia per rintracciare la stazione appaltante della successiva costruzione: ente pubblico, amministrazione dello Stato, impresa privata o cooperativa edilizia. Provenienti, come già detto, dai centri ispettivi del Lazio e della Campania, le pratiche sono relative anche all’Umbria, al Molise ed alla Basilicata.
All’interno dei fascicoli sono solitamente presenti una pianta dell’area (talvolta quella di una lottizzazione) e documenti ad essa relativi: dati catastali, dichiarazioni, relazioni e verbali di misurazione e di presa di possesso, corrispondenza, corrispondenza contabile interna Ina e le bozze dell’atto di acquisto; talvolta è presente il piano di massima, cioè una planimetria con la disposizione indicativa degli edifici, l’indicazione della stazione appaltante, dello stanziamento complessivo, dei vani dell’ erigendo/i edificio/i e della misura dell’area.
Per approfondimenti: S. CONVERSI, Acquisizioni di aree effettuate dall’INA per conto della Gestione INA-Casa: un caso di recupero archivistico, in «Archivi», XVI, n. 1, 2021, pp. 109-123.



