Nuova funzionalità disponibile on line: la ricerca OCR applicata al patrimonio Generali

06 agosto 2026

Per un gruppo assicurativo internazionale con duecento anni di storia, essere presenti sul web significa offrire uno strumento di condivisione culturale che va oltre la dimensione aziendale. Significa mettere a disposizione di studiosi, ricercatori e curiosi un accesso diretto a banche dati storiche altrimenti difficilmente consultabili. Non una semplice vetrina digitale, ma una macchina del tempo che rende possibile un viaggio alla scoperta di una memoria storica che si trasforma in un'eredità viva e accessibile a tutti.

Lo scrigno si apre: quando si digita una parola chiave nel campo di ricerca presente in posizione centrale su ogni pagina del sito, si può esplorare il passato a 360 gradi in un click. È una possibilità che fino a pochi anni fa era impensabile per un patrimonio come quello Generali: 305 mila allegati digitali, 55 milioni di parole ricercabili, il 15% degli archivi già digitalizzato e disponibile on line. 

La ricerca OCR (Optical Character Recognition) applicata alle banche dati digitalizzate ne trasforma oggi l'accesso. 

Da sempre, la ricerca richiedeva la consultazione fisica dei volumi e il ricorso alle descrizioni inventariali. Oggi, la tecnologia OCR consente di trasformare qualsiasi immagine allegata di un documento riprodotto (per il momento testi a stampa o dattiloscritti) in testo ricercabile. I documenti diventano accessibili non solo attraverso la loro scheda descrittiva, ma per il testo che contengono, facendo emergere ulteriori connessioni trasversali tra archivi, libri e opere d’arte del patrimonio culturale.

Questo è possibile grazie all'integrazione tra i metadati strutturati (titolo, autore, data, descrizione secondo gli standard internazionali) e il contenuto testuale estratto dalle immagini. Non è una ricerca tradizionale per titolo, autore o argomento, in uno schedario. È una ricerca “che sa leggere”.

Per i professionisti della ricerca o i semplici cultori del passato, l’accesso diretto alle fonti costituisce un aiuto impareggiabile, capace di generare scoperte inattese.

Per Generali il patrimonio culturale diventa così una risorsa di conoscenza partecipata e rinnovata.

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